mercoledì 9 marzo 2016

Dai cortometraggi a "Ubriaco d'amore": la prima parte della carriera di Paul Thomas Anderson analizzata in tre saggi video molto interessanti. Guardali qui sotto!


Si tratta con ogni probabilità del cineasta più eclettico attualmente in attività nel panorama mondiale e da tempo sono convinto che negli anni a venire verrà considerato come uno dei pochi grandi maestri della nostra epoca. Chi segue questo blog, attivo ormai da quasi sei anni, d'altronde sa già della mia passione smisurata per il suo cinema: Paul Thomas Anderson, su cui cerco di informarvi non appena appaiono in giro per il web novità che lo riguardano, è infatti forse l'unico regista contemporaneo a non essersi finora mai ripetuto, spaziando con maestria da un genere all'altro e in alcuni passaggi rinnovando anche in maniera sostanziale la propria poetica.
Dopo due film corali potenti, inventivi e virtuosi come Boogie Nights (1997) e Magnolia (1999), il cineasta californiano si è dedicato a una piccola, straordinaria commedia romantica bizzarra e surreale come Ubriaco d'amore (2002), per poi passare a opere stratificate, sublimi sul piano estetico e spesso caratterizzate da una apparente cripticità di fondo come Il petroliere (2007), The Master (2012) e Vizio di forma (2014). Lo scorso anno Anderson è stato persino protagonista di una inaspettata e breve incursione nel documentario musicale (nonché nel digitale) con l'appassionato divertissement Junun (2015), dove ha seguito in India l'affascinante progetto musicale dell'amico musicista e compositore dei suoi ultimi tre lungometraggi di finzione Jonny Greenwood.  
Nei tre interessantissimi video qui sotto, tratti dal sito The Directors Series del regista e sceneggiatore Cameron Beyl e pieni di spunti stimolanti, viene approfondita la prima parte della carriera del talentuoso regista quarantacinquenne originario della San Fernando Valley, dall'esordio di Sydney (Hard Eight, 1996) fino a Ubriaco d'amore, analizzando anche il lavoro svolto nei primi cortometraggi così come nel contesto dei video musicali e degli sketch televisivi. Buona visione!




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