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mercoledì 10 agosto 2016

"Arrival" di Denis Villeneuve: il primo teaser del film di fantascienza in concorso al Festival di Venezia


Nella giornata di ieri la Paramount ha diffuso sul suo canale ufficiale di Youtube il primo teaser, pensato come spot tv, di Arrival di Denis Villeneuveuno dei film più attesi tra quelli presenti in concorso alla 73a edizione del Festival di Venezia ormai alle porte (31 agosto-10 settembre) . 
Tratta dal racconto di Ted Chiang Storia della tua vita e sceneggiata da Eric Hessier, da quel poco che ci è dato sapere l'ultima fatica del prolifico e talentuoso regista canadese si incentra su una equipe di esperti chiamata a studiare un linguaggio alieno in seguito all'arrivo in vari luoghi della Terra di alcune misteriose navicelle extraterrestri.

lunedì 27 luglio 2015

"Mission: Impossible - Rogue Nation": il trailer italiano del quinto film della saga sull'agente segreto Ethan Hunt


A quattro anni dal quarto episodio diretto da Brad Bird, che un po' a sorpresa con i suoi 694 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo si è rivelato il più grande successo al box office della saga con protagonista Ethan Hunt, il 19 agosto arriverà nelle nostre sale Mission: Impossible - Rogue Nation
Scritto e diretto da Christopher McQuarrie, premio Oscar nel 1996 per l'ottima sceneggiatura de I soliti sospetti e autore di buoni script come quelli di Operazione Valchiria ed Edge of Tomorrow (che però si perdeva in qualche illogicità di troppo nel finale) ma anche del pessimo copione di The Tourist, il film si incentra sulla lotta senza esclusione di colpi tra il team di Ethan Hunt e una misteriosa organizzazione che vuole farli fuori, il Sindacato.

lunedì 22 aprile 2013

"Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe" di Tommy Wirkola, nei cinema dal 1° maggio



Uscito negli Stati Uniti lo scorso 25 gennaio, Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe è stato finora un buon successo di pubblico (costato 55 milioni di dollari, ad oggi ne ha guadagnati 220 milioni in tutto il mondo). Pur non essendo stato particolarmente apprezzato dalla critica statunitense, il film sembra confermare un preciso trend del cinema americano odierno: attingere a delle storie molto note che fanno parte dell’immaginario collettivo per rivisitarle in chiave moderna attraverso un linguaggio affine al blockbuster contemporaneo, privilegiando le atmosfere dark delle saghe cinematografiche più fortunate degli ultimi anni (si pensi, a tal proposito, anche solo all'operazione portata avanti da Guy Ritchie con i due film su Sherlock Holmes).

domenica 3 giugno 2012

Video Sponsorizzato: il secondo trailer italiano di "The Bourne Legacy" di Tony Gilroy


È stato rilasciato da un paio giorni il secondo trailer italiano di The Bourne Legacy, quarto capitolo della fortunata saga cinematografica narrante le vicende dell’agente Jason Bourne senza però Jason Bourne. Il protagonista del nuovo film sarà infatti l’agente Aaron Cross (interpretato da Jeremy Renner), un altro prodotto del programma di reclutamento e addestramento “Treadstone” la cui sopravvivenza, a quanto riferisce il comunicato della Universal, verrà improvvisamente messa a repentaglio dagli avvenimenti cui abbiamo assistito nei primi tre film. Da alcune indiscrezioni riportate sul web, l’agente Cross, con l’aiuto della affascinante dottoressa Marta (Rachel Weisz), dovrà fuggire per evitare che l’agente Byer (Edward Norton) lo uccida nell’ambito di una torbida operazione di eliminazione di tutti i nove membri del progetto “Treadstone”. Le vicende non dovrebbero essere successive, bensì contemporanee a The Bourne Ultimatum.

lunedì 12 aprile 2010

The Hurt Locker: Kathryn Bigelow e l'immersione ai tempi del 2D


Kathryn Bigelow non è certo una cineasta prolifica. The Hurt Locker (2008) interrompe infatti un’assenza dagli schermi che durava da K-19 (2002), e in tutta la sua attività registica ha diretto solo 8 film in 26 anni, stabilendo una media di anni passati per ogni singolo film forse seconda solo a quella di Terrence Malick e Stanley Kubrick. In genere i suoi sono sempre lavori molto pensati, di grande caratura e, quando è in forma particolare, è in grado di realizzare pellicole indimenticabili (vedi alla voce Strange Days, opera del 1996 a cui si sono interessati un gran numero di studiosi di cinema e che viene mostrata in molti corsi universitari). Prendendo spunto dal reportage del giornalista Mark Boal (che ispirò Paul Haggis per l’ottimo The Valley of Elah), The Hurt Locker mostra con crudo e affascinante realismo la vita quotidiana di alcuni membri del team speciale americano antibombe, impegnato ogni giorno in Iraq nel tentativo di disinnescare le migliaia di ordigni esplosivi lasciati dai ribelli locali.
Il film è diviso in episodi (introdotti da una didascalia che informa progressivamente sul numero di giorni mancanti alla rotazione della squadra) che corrispondono a delle azioni del team sui luoghi in cui viene richiesto il loro intervento. A differenza di Haggis, la Bigelow sceglie di romanzare il meno possibile il materiale messole a disposizione dall’inchiesta giornalistica: lo spettatore assiste a quanto accade ai componenti della “Bravo Company” avendo la sensazione di essere anch'egli presente sul posto, vivendo profondamente le loro stesse emozioni e quindi immergendosi completamente nella loro tragica esperienza quotidiana. In cui la morte è sempre dietro l'angolo.
L'obiettivo che si pone la cineasta statunitense è quello di riportare il più fedelmente possibile (non a caso per la stesura dello script ha voluto lo stesso Boal) momenti della vita di guerra di questi soldati, sottolineando così l’assurdità della guerra limitandosi al semplice atto di mostrarla. In tal modo affronta il tema bellico con un’umanità e una profondità particolarissimi, facendo entrare di diritto The Hurt Locker tra le migliore pellicole di guerra mai girate. Questo approccio diaristico, che a causa della sua ridondanza potrebbe spiazzare più di qualcuno, ci sembra dunque essere un notevole punto di forza del film, che riesce egualmente ad appassionare e ad incollare alla poltrona chi guarda per tutta la sua durata, letteralmente senza un attimo di pausa. La Bigelow si conferma eccellente direttrice di sequenze d’azione (chi non ricorda le sequenze dello “SQUID” in Strange Days o i piani sequenza di Point Break e K-19?) e propone fin dall’incipit, straordinario per pathos e messa in scena, una regia mobilissima, virtuosa, nervosa, composta da movimenti di macchina secchi ed improvvisi, riprese con macchina a mano, stacchi frequentissimi (davvero non si conta il numero di inquadrature utilizzate). Ottenendo così l’encomiabile risultato di rendere lo spettatore estremamente partecipe di quanto succede, quasi portandolo fisicamente, di peso, al fianco dei soldati.
La sensazione netta è quella di assistere ad un film di grande importanza per come si avvicina a mostrare l’esperienza della guerra e, al contempo, di ammirare una vera e propria lezione di regia. Degna di un maestro. D’accordo, l’esperimento 3D allestito da James Cameron in Avatar è meraviglioso, un’orgia empatica sotto molti aspetti senza precedenti. Ma attenzione a gridare al passaggio epocale e a sottovalutare, dandola per spacciata, quella bidimensionalità che fino ad oggi ha fatto dell’espressione cinematografica una matura e potente forma espressiva: come dimostra The Hurt Locker, si può “immergere” e “avvolgere” lo spettatore anche a colpi di 2D e pellicola. Con risultati eccelsi.