giovedì 29 dicembre 2011

"Beginners" di Mike Mills: la recensione


Di Beginners avevo già scritto qualche riga lo scorso giugno, proponendovi il bellissimo trailer originale, di per sé già un gioiellino. Presentata con successo di critica al festival di Toronto del 2010 e uscita sei mesi fa nei cinema statunitensi, questa bizzarra commedia malinconica, ironica e romantica inizialmente sarebbe dovuta essere distribuita nei nostri cinema a partire dal 9 dicembre. Sfortunatamente, invece, è stato in seguito deciso di renderla disponibile qualche giorno prima (il 6 dicembre) ma direttamente sul mercato home video, senza farla passare prima per il tradizionale circuito delle sale. Davvero un peccato, visto che siamo senza ombra di dubbio di fronte ad uno dei migliori film dell’anno, entrato con pieno merito nella top ten di molti accorti critici statunitensi.


Oliver (Ewan McGregor) è un introverso disegnatore di Los Angeles, il cui lavoro consiste in gran parte nel realizzare ritratti di artisti musicali per le copertine dei loro cd. Vorrebbe dare maggior sfogo alla propria viva creatività, però i clienti non sembrano apprezzare granché il suo stile inventivo ma fortemente tendente alla malinconia e pretendono da lui semplici disegni di volti che il nostro traccia quasi in automatico e senza passione (esilarante la scena in cui cerca di vendere l'idea di un booklet in cui si presenti una lunghissima serie di schizzi rappresentanti la storia della tristezza a partire dalla nascita dell’uomo)La recente morte di cancro del padre (Christopher Plummer), avvenuta qualche anno dopo quella della madre per la medesima malattia, porta Oliver a considerare la sua attuale vita cogliendo la stretta relazione che essa intrattiene con la propria infanzia e la passata vita familiare. Ad un certo punto incontra Anna, una bellissima ragazza francese che fa l’attrice e vive principalmente tra New York e Los Angeles (Mélanie Laurent). Ci sarebbe molto altro da dire sulla trama di Beginners e sulla approfondita delineazione dei personaggi ma, prevedendo che molti lettori non abbiano ancora avuto modo di vedere il film, mi limiterò a questi pochi accenni per non anticipare troppo e rovinare così la sorpresa della scoperta.


La pellicola di Mike Mills (Thumbsucker - Il succhiapollice, 2005) si muove avanti e indietro nel tempo con notevole sapienza drammaturgica, seguendo le associazioni di idee e i pensieri rivolti al passato del protagonista e rappresentando assai efficacemente sul piano della struttura narrativa e del linguaggio il suo malinconico viaggio alla ricerca di sé. La grande forza del  lungometraggio del quarantacinquenne cineasta nordamericano sta nella sincerità dello sguardo messo in campo nel descrivere la condizione di Oliver, le sue riflessioni sull’infanzia e sulla relazione con i genitori, nonché il nascente rapporto sentimentale con Anna. Evitando con garbo ed intelligenza ogni tipo di retorica o facile scorciatoia consolatoria – il finale è a tal proposito paradigmatico – e alimentandosi di tutta una serie di sequenze molto affascinanti e originali (solo per citarne un paio: la lunga scena del loro primo incontro, in cui Anna non può parlare perché affetta da laringite; la sequenza della discussione tra i due in cui non si odono le loro parole, che si possono soltanto immaginare), il film mescola perfettamente i toni drammatici, ironici e sentimentali. E Mills – autore unico dello script – si rivela così anche uno sceneggiatore di talento, oltre che un regista di valore.


In tal modo l’opera – che per ammissione dello stesso cineasta prende spunto da avvenimenti autobiografici – è in grado di colpire al cuore di chi guarda, raggiungendo intimistici momenti di verità e poesia raramente riconoscibili in un'opera cinematografica con tale limpida immediatezza. Ottima la prova dei tre attori principali (pienamente meritata la candidatura di Plummer al Golden Globe come miglior attore non protagonista), di particolare fascino la colonna sonora, all’interno della quale si distingue l'emozionante leit motiv musicale scritto da David Palmer, Roger Neill e Brian Reitzell (Beginners Theme Suite). Con Ubriaco d’amore (2002) di Paul Thomas Anderson e Se mi lasci ti cancello (2006) di Michel Gondry, la più originale storia d’amore cinematografica dell’ultimo decennio. Anche se Beginners è certamente molto più che una love story e sarebbe alquanto riduttivo imprigionarlo all'interno di una simile etichetta. Da recuperare in dvd, assolutamente.

8 commenti:

  1. Ciao! sono DNAcinema, ti ho appena addato sui follower di google e per me lo scambio link si può fare! ;)

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  2. Ok, ti ho appena inserito tra i miei "Siti Amici". Buone Feste e buona scrittura!

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  3. un vero gioiellino! l'ho amato particolarmente..

    l'assenza dalle sale italiane ormai non mi stupisce, anzi mi sembra già un miracolo che per lo meno l'abbiano distribuito in home video! :)

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  4. Gran film davvero ... questo Mike Mills è da tenere d'occhio (sperando che non faccia passare altri sei anni tra un film e l'altro!)

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  5. questo lo recupero sicuramente, merci. anzi, potrebbe essere una buona scelta per la serata.

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  6. Sarà una bella serata, te lo assicuro!

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  7. Emiliano Dal Toso17 gennaio 2012 00:42

    l'ho trovato molto caruccio, forse non da top ten ma è indubbiamente un film interessante (però è adatto come film del cuore, un po' come per me adventureland).
    tra l'altro, notavo una certa somiglianza tra te e ewan mcgregor in questo film...forse sono io che ho le travegole

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    1. ti ringrazio per la somiglianza con McGregor di cui parli: la prendo come un complimento!
      A parte gli scherzi, comunque, la mia immedesimazione nella storia non credo sia granché dovuta a un particolare riconoscimento con il protagonista, legato a eventuali somiglianze fisiche, ma proprio al fatto che secondo me "Beginners" è davvero un gran film.

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