Generalmente, nei festival cinematografici, i primi giorni di
programmazione non offrono le opere migliori tra quelle selezionate. Questa sessantanovesima
edizione veneziana, che ha avuto formalmente inizio ieri sera con la cerimonia
di apertura seguita dalla proiezione di The
Reluctant Fundamentalist di Mira Nair, non fa eccezione. Tra i film che
sinora ho avuto modo di vedere (essendo arrivato al Lido ieri pomeriggio, ho
perso la proiezione stampa mattutina del film della Nair), ce ne sono però
stati due rivelatisi per differenti motivi interessanti, entrambi fuori concorso: The Iceman di Ariel Vromen e Enzo
Avitabile Music Life di Jonathan Demme. Deludenti invece le prime due pellicole
del concorso, Izmena (Betrayal) di Kirill Serebrennikov e Superstar di Xavier Giannoli.
Qui sotto trovate
le brevi recensioni dei quattro film.
