L’attesa per l’ultima opera di Woody Allen, tra i critici italiani, era molta. L’assai prolifico cineasta statunitense, infatti, dopo le recenti esperienze lavorative a Londra (Match Point, Scoop, Sogni e delitti e Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni), Barcellona (Vicky Cristina Barcelona) e Parigi (Midnight in Paris), ha scritto e messo in scena una storia, questa volta corale, ambientata nella storica capitale italiana. E lo ha fatto seguendo sostanzialmente il punto di vista di una serie di personaggi americani che si trovano a Roma per studio, vacanza, diletto o, come nel caso della coppia interpretata dallo stesso Allen e da Judy Davis, per conoscere il fidanzato della figlia e la sua famiglia. Di conseguenza, è necessario premettere fin d’ora che la visione della città non può che risultare sostanzialmente ingenua e semplicistica. Il film sarà criticato per questo, con ogni probabilità anche aspramente, ma forse è stato ancor più ingenuo di Allen chi si aspettava dal film una visione profonda o particolarmente fedele della società e della vita romane, se non italiane più in generale.
