È dal dicembre del 2011 che vi aggiorno su ogni novità a riguardo, dalla scrittura della sceneggiatura, agli aspetti produttivi e alla scelta del cast, fino alle fasi di ripresa e di post-produzione (nella sezione del blog "Paul Thomas Anderson" potete leggere tutti gli articoli da me scritti). Oggi, finalmente, esce nei cinema italiani Vizio di forma, il settimo lungometraggio del regista di Sydney, Boogie Nights, Magnolia, Ubriaco d'amore, Il petroliere e The Master, che ho avuto il piacere di intervistare lo scorso mese in occasione della presentazione alla stampa del film. Molto disponibile e gentile, il quarantaquattrenne cineasta losangelino mi ha tra l'altro stretto la mano, dicendomi che era stato un piacere conoscermi e accettando di firmarmi il frontespizio della tesi triennale che nel 2008 scrissi sul suo cinema. Chi è solito leggere questo blog, potrà immaginare la mia soddisfazione, dal momento che lo considero il più importante regista al mondo della sua generazione e uno dei più talentuosi, eclettici e inventivi in circolazione.
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giovedì 26 febbraio 2015
mercoledì 7 gennaio 2015
"Inherent Vice" ("Vizio di forma") dal 9 gennaio in distribuzione ampia negli Stati Uniti: Paul Thomas Anderson riuscirà a riscattare il flop al botteghino di "The Master"? [Aggiornato al 9 gennaio]
Dopo aver totalizzato 1 milione e mezzo di dollari in poco meno di un mese di distribuzione limitata, Inherent Vice (Vizio di forma) di Paul Thomas Anderson arriverà da dopodomani nelle sale di tutte le più grandi città statunitensi, espandendo la distribuzione da 16 sale a circa 416, secondo quanto riferisce Box Office Mojo.
Sarà dunque una settimana decisiva per capire se il settimo lungometraggio del quarantaquattrenne cineasta losangelino verrà ben recepito dal pubblico statunitense o se, come nel caso di The Master, si rivelerà un sostanziale flop commerciale.
martedì 15 maggio 2012
"Men in Black 3" di Barry Sonnenfeld: la recensione in anteprima
Dopo dieci anni, l’agente J e l’agente K tornano
in azione nel terzo capitolo di una delle saghe comico-fantascientifiche più note
della storia del cinema. Se il primo film, MIB - Men in Black (1997), divenne
fin dall’uscita un cult per la sua impeccabile commistione di trovate
fantasiose, ritmo brioso e dialoghi esilaranti, Men in Black II (2002), giudicato sin troppo
severamente dalla maggior parte dei critici all’epoca dell’uscita, tentò di riproporre
gli ingredienti vincenti del suo predecessore, senza però riuscirci fino in
fondo. Il risultato fu un film abbastanza divertente, di discreto intrattenimento
e in cui la coppia di protagonisti funzionava ancora piuttosto bene, ma che sostanzialmente,
complici la storia poco avvincente e la sostanziale assenza di originalità, perdeva
molta della magia e della freschezza del primo episodio.
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