Sceneggiatore a quattro mani con George Clooney dell’impeccabile script di Good Night, and Good Luck, Grant Heslov questa volta ci prova come regista, dirigendo nel suo gradevole L’uomo che fissa le capre un cast di tutto rispetto: oltre all’amico Clooney, Ewan McGregor, Kevin Spacey e Jeff Bridges.
Il film è una presa in giro, a tratti persino demenziale, dei presunti tentativi che il governo statunitense avrebbe in passato attuato per cercare di sfruttare il paranormale al fine di combattere i nemici. Bob Wilton, giornalista alla ricerca di un grande scoop che possa imporlo nel suo ambiente lavorativo, si imbatte in un uomo che gli rivela di aver partecipato, nel periodo successivo alla guerra del Vietnam, ad uno speciale programma militare in cui si cercava di sviluppare le capacità psichiche dei soldati. Con tanto di addestramento a tecniche psicologiche di dissuasione alla Luke Skywalker di Guerre Stellari (i soldati sottoposti a questo tipo di esperimenti vengono soprannominati jedi soldiers!). Da qui parte la sua inchiesta su questa incredibile storia, affollata di persone bizzarre e stravaganti, sempre in bilico tra pseudo-superpoteri e follia.
Il riferimento alla disponibilità del governo statunitense a provarle tutte pur di sconfiggere il nemico è chiaro, e dunque, al di là dei progetti legati al potenziamento di abilità paranormali, la mente dello spettatore non può che andare a quei feroci metodi di tortura adottati in Iraq durante l’amministrazione Bush, resi illegali da Obama poco dopo il proprio insediamento. Lo sceneggiatore è Peter Straughan, lo stesso di Star System, pellicola satirica sul mondo del giornalismo cinematografico in cui trovate davvero esilaranti si alternavano a delle pause troppo lunghe. Anche se in alcuni momenti l’intensità comica cala e, soprattutto nella seconda parte, perde abbastanza vistosamente in brillantezza e smalto, l’esordio di Heslov è comunque da considerarsi un lavoro piacevole, che fila piuttosto liscio per la sua ora e mezza di durata.
Davvero spassosi alcuni duetti Clooney-McGregor e un paio di sequenze con un grande Jeff Bridges, che tra l’altro si faceva notare per la sua straordinaria maschera comica anche nel già citato Star System. Un rammarico: vista la trama, il film avrebbe potuto essere ancor più interessante se avesse deciso di graffiare davvero. Rischiando un po’ di più: optando per l’irriverenza.


