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venerdì 4 dicembre 2015

"Ave, Cesare!" dei fratelli Coen aprirà il 66° Festival di Berlino


La Berlinale ha annunciato poche ore fa che il film di apertura della 66a edizione del Festival di Berlino (11-21 febbraio 2016) sarà Ave, Cesare! dei fratelli Coen. L'opera è senz'altro una delle più attese del 2016 e sarà ambientata negli anni cinquanta durante l'epoca d'oro dello studio system hollywoodiano, prima della crisi causata dal prepotente affermarsi della televisione, quando la star di un grande film in fase di riprese viene rapita con tanto di esosa richiesta di riscatto fatta recapitare alla produzione.

sabato 19 ottobre 2013

"The Monuments Men" di George Clooney: i due trailer originali e il trailer sottotitolato in italiano


Fin dall'esordio dietro la macchina da presa, avvenuto con Confessioni di una mente pericolosa (2002), George Clooney si è dimostrato un regista di spessore. Dopo aver confermato il proprio talento negli anni successivi firmando altre tre pellicole solide e riuscite come Good Night, and Good Luck (2005), In amore niente regole (2008) e Le idi di marzo (2011), in queste settimane l'attore, produttore e cineasta statunitense sta ultimando la post-produzione del suo ultimo lavoro: The Monuments Men.
Interpretato da un cast d'eccezione (oltre a Clooney, Matt Damon, Cate Blanchett, Bill Murray, John Goodman e il Jean Dujardin premio Oscar per The Artist) e scritto a quattro mani dallo stesso Clooney con il fido Grant Heslov, il film attraverso una commistione di dramma e commedia racconterà la storia di un'improbabile gruppo di soldati che, durante la seconda guerra mondiale, parte in missione per recuperare e restituire ai legittimi proprietari alcune importanti opere d'arte rubate dai nazisti.

mercoledì 28 agosto 2013

Venezia 70: la recensione "Gravity" di Alfonso Cuarón


Dopo la proiezione di ieri sera del brioso e a tratti molto divertente L’arbitro, lungometraggio d’esordio del quarantunenne Paolo Zucca interpretato da Stefano Accorsi, Geppi Cucciari e Francesco Pannofino, stamattina è stato presentato alla stampa l’attesissimo film d’apertura fuori concorso di Alfonso Cuarón, quel Gravity di cui vi avevo scritto giusto una settimana fa mostrandovi i quattro suggestivi trailer. Passati sette anni da I figli degli uomini (2006), con questa nuova opera di finzione il cineasta di Y tu mamá también (2001) e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) conferma in pieno il suo talento visivo e le proprie indiscutibili capacità nella costruzione della messa in scena.

mercoledì 21 agosto 2013

"Gravity" di Alfonso Cuarón: i quattro trailer dell'atteso film di fantascienza con George Clooney e Sandra Bullock che inaugurerà il Festival di Venezia


Mercoledì prossimo, tra una settimana esatta, aprirà il Festival di Venezia ed è senza dubbio uno dei film più attesi tra quelli che verranno proiettati al Lido (28 agosto-7 settembre), nonostante sia stato inserito fuori concorso. Gravity, film di fantascienza che racconta la lotta per la sopravvivenza di un astronauta (George Clooney) e di un medico ingegnere (Sandra Bullock) dispersi nello spazio profondo a seguito di un incidente, costituisce il ritorno al cinema del talentuoso regista messicano Alfonso Cuarón a ben sette anni di distanza dal'ottimo I figli degli uomini (2006).

venerdì 23 dicembre 2011

"Le idi di marzo" di George Clooney


Dopo il piacevole divertissement di In amore niente regole (2008), omaggio gaio e spensierato alla screwball comedy e alla coppia d'attori formata da Cary Grant e Katharine Hepburn, George Clooney a sei anni di distanza da Good Night and Good Luck (2005) torna ad un progetto "serio" con i medesimi rigore formale e impegno civile. Riunendo un cast di grandissimo livello e assai nutrito (Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood e Marisa Tomei, oltre allo stesso Clooney), Le idi di marzo narra il duello senza esclusione di colpi tra i due esponenti democratici che ha luogo durante l’ultimo turno delle primarie, decisivo per stabilire il candidato presidente delle  elezioni  alle porte.

domenica 28 agosto 2011

"Le idi di marzo" di George Clooney: il trailer


Tra tre giorni, il prossimo 31 agosto, aprirà la 68a edizione del Festival di Venezia, dove sarà in concorso per il Leone d'Oro. L'ultimo film da regista di George Clooney, dopo gli ottimi Confessioni di una mente pericolosa (2002) e Good Night, and Good Luck (2005) e la brillante commedia d'altri tempi In amore niente regole (2008), è una delle pellicole più attese della nuova stagione cinematografica ormai alle porte. Dato già come uno dei grandi favoriti per gli Oscar 2012,  The Ides of March (Le idi di marzo nella versione italiana) uscirà negli Stati Uniti l'8 ottobre, mentre da noi verrà distribuito dalla 01 Distribution a partire dal 13 gennaio.

martedì 14 giugno 2011

"The Descendants" di Alexander Payne: trailer e qualche considerazione


Dopo l'affascinante trailer di Beginners di giovedì scorso (a proposito, nel secondo week-end la distribuzione nordamericana del film di Mike Mills è passata da 5 a 19 cinema e il guadagno è stato anche significativo, visto l'esiguo numero di presenza in sala: 243 mila dollari per un film costato poco più di tre milioni), vi propongo il trailer del nuovo film di uno dei più interessanti cineasti indipendenti statunitensi, che può essere annoverato fra i maggiori esponenti di quel filone "malincomico" contemporaneo di cui vi accennavo nel post precedente.
The Descendant di Alexander Payne uscirà negli USA il 16 dicembre e segna il ritorno dietro la macchina da presa del cineasta di Election dopo ben sette anni (Sideways è infatti del 2004). Visto lo spessore del regista in questione (il cui film meno interessante è con ogni probabilità A proposito di Schmidt del 2002), non può che esserci grande curiosità intorno a questo progetto incentrato attorno alla figura attoriale di un George Clooney che, nei panni di un padre intento a riallacciare i rapporti con le due figlie a seguito di un incidente subito dalla moglie, sembra particolarmente a proprio agio.
In attesa di avere notizie sull'uscita italiana, qui sotto potete vedere il trailer ufficiale disponibile online da ormai un paio di settimane. Rispetto a quello di Beginners è certo meno brillante e frizzante, ma nonostante ciò The Descendants ha tutte le carte in regola per essere considerato un film da non perdere.

mercoledì 9 febbraio 2011

"L'uomo che fissa le capre" di Grant Heslov


Sceneggiatore a quattro mani con George Clooney dell’impeccabile script di Good Night, and Good Luck, Grant Heslov questa volta ci prova come regista, dirigendo nel suo gradevole L’uomo che fissa le capre un cast di tutto rispetto: oltre all’amico Clooney, Ewan McGregor, Kevin Spacey e Jeff Bridges.
Il film è una presa in giro, a tratti persino demenziale, dei presunti tentativi che il governo statunitense avrebbe in passato attuato per cercare di sfruttare il paranormale al fine di combattere i nemici. Bob Wilton, giornalista alla ricerca di un grande scoop che possa imporlo nel suo ambiente lavorativo, si imbatte in un uomo che gli rivela di aver partecipato, nel periodo successivo alla guerra del Vietnam, ad uno speciale programma militare in cui si cercava di sviluppare le capacità psichiche dei soldati. Con tanto di addestramento a tecniche psicologiche di dissuasione alla Luke Skywalker di Guerre Stellari (i soldati sottoposti a questo tipo di esperimenti vengono soprannominati jedi soldiers!). Da qui parte la sua inchiesta su questa incredibile storia, affollata di persone bizzarre e stravaganti, sempre in bilico tra pseudo-superpoteri e follia.


Il riferimento alla disponibilità del governo statunitense a provarle tutte pur di sconfiggere il nemico è chiaro, e dunque, al di là dei progetti legati al potenziamento di abilità paranormali, la mente dello spettatore non può che andare a quei feroci metodi di tortura adottati in Iraq durante l’amministrazione Bush, resi illegali da Obama poco dopo il proprio insediamento. Lo sceneggiatore è Peter Straughan, lo stesso di Star System, pellicola satirica sul mondo del giornalismo cinematografico in cui trovate davvero esilaranti si alternavano a delle pause troppo lunghe. Anche se in alcuni momenti l’intensità comica cala e, soprattutto nella seconda parte, perde abbastanza vistosamente in brillantezza e smalto, l’esordio di Heslov è comunque da considerarsi un lavoro piacevole, che fila piuttosto liscio per la sua ora e mezza di durata.


Davvero spassosi alcuni duetti Clooney-McGregor e un paio di sequenze con un grande Jeff Bridges, che tra l’altro si faceva notare per la sua straordinaria maschera comica anche nel già citato Star System. Un rammarico: vista la trama, il film avrebbe potuto essere ancor più interessante se avesse deciso di graffiare davvero. Rischiando un po’ di più: optando per l’irriverenza. 

martedì 8 febbraio 2011

"In amore niente regole" di George Clooney


Proprio in questi giorni sta girando il suo nuovo film da regista, che mostrerà la corruzione del mondo politico nordamericano e si avvarrà di un cast eccezionale: oltre a Clooney stesso, partecipano infatti al progetto Ryan Gosling, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei e Philip Seymour Hoffman. The Ides of March dovrebbe essere distribuito nelle sale americane e italiane nel 2012 e, tra i film attualmente in produzione, è sicuramente uno dei più attesi. Intanto, ci fa piacere ricordare l’ultima fatica dietro la macchina da presa di George Clooney, In amore niente regole (spregevole traduzione italiana del titolo originale Leatherheads), una riuscita commedia ironico-sentimentale, godibile e spassosa, ambientata nel mondo del football americano.
Siamo nella metà degli anni Venti, periodo in cui cominciavano timidamente a svilupparsi le basi per una forma professionistica di questo sport, affermatasi poi nel decennio successivo cavalcando l’onda del boom economico. Dodge (Clooney) è un buon giocatore di football che ha la grande intuizione di mettere sotto contratto per la propria squadra Carter Rutheford (Krasinski), il più forte giocatore d’America nonché eroe di guerra e vero e proprio mito nazionale, destinato inevitabilmente a riempire tutti gli stadi del paese. Sul suo passato nella Grande Guerra, però, comincerà ad indagare l’attraente e capace giornalista Lexie (Zellweger).


Il film del 2008, come si sarà già intuito, ha poco a che fare con le prime due regie del divo hollywoodiano (le estremamente interessanti Confessioni di una mente pericolosa e Good Night, and Good Luck), pellicole esplicitamente “impegnate”, profonde ed intense: Leatherheads – letteralmente “teste di cuoio”, che si riferisce ai caschi portati dai primi giocatori di football americano – si propone infatti come un brillante e delizioso divertissement, una piacevole e scanzonata escursione nella commedia romantica e sofisticata. Alcuni scambi tra George Clooney e Renée Zellweger rimandano piuttosto chiaramente proprio alle sophisticated comedies della Hollywood degli anni d’oro, ed in particolare a quelle di Capra ed Hawks; e non è difficile immaginare che i due attori per questa pellicola si siano ispirati alla celebre coppia cinematografica composta da Cary Grant e Katharine Hepburn. Clooney è molto abile nell’ innestare, all’interno di questo contesto deliberatamente spensierato e gaio, una riflessione costante e per nulla banale sulla natura ineluttabilmente mendace dell’iconismo e del divismo, mostrando come i grandi eroi nazional-popolari siano spesso creati, o meglio costruiti, sulla menzogna per fini strumentali e opportunistici (in questo caso non può che venire in mente il discorso centrale alla base di Flags of our fathers di Clint Eastwood). L’interpretazione della Zellweger è molto convincente, così come quella di Clooney, che conferisce con ironia tutto il suo carisma al personaggio, forse però caricandolo un po’ troppo in alcuni frangenti. Buona la sceneggiatura degli esordienti Brantley e Reilly.