Mercoledì scorso è stato annunciato il film d'apertura del 72° Festival di Venezia, che si svolgerà al Lido dal 2 al 12 settembre. Dopo le proiezioni di Gravity di Alfonso Cuarón e Birdman di Alejandro Gonzáles Iñárritu delle ultime due edizioni, quest'anno sarà la volta del thriller in 3D ad alta tensione della Universal Everest. Il film si incentra sul racconto della lotta per la sopravvivenza di due tragiche spedizioni che nel 1996 scalarono la montagna più alta del mondo. Tra i sopravvissuti c'è stato anche Jon Krakauer, l'autore di Nelle terre estreme (da cui nel 2007 è stato tratto l'ottimo Into the Wild di Sean Penn) che in seguito ha narrato la propria esperienza nel romanzo Aria sottile.
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lunedì 13 luglio 2015
venerdì 15 luglio 2011
"Contagion" di Steven Soderbergh: il trailer
Dopo l'interessante Bubble (2005), Steven Soderbergh non ne ha davvero azzeccata più una. Non si può certo affermare, infatti, che Intrigo a Berlino (2006), Ocean's Thirteen (2007) o The Informant! (2009) siano opere di particolare interesse. Per non parlare del pretenzioso e scialbo dittico dedicato alla figura di Che Guevara (Che - L'argentino e Che - Guerriglia, ambedue del 2008). Anche prima del 2005, per la verità, il regista di Atlanta veniva da una serie di film molto deludenti: Full Frontal (2002), Solaris (2002) e Ocean's Twelve (2004). A ben vedere, tolto il citato Bubble, dal 2001 Soderbergh non ha mai più trovato lo smalto di Sesso, bugie e videotape (1989), il film d'esordio con cui vinse contro ogni pronostico la Palma d'Oro al Festival di Cannes, o delle convincenti pellicole di intrattenimento più o meno impegnate Out of Sight (1998), Traffic (2000) e Erin Brockovich (2000).
lunedì 14 febbraio 2011
"Un gelido inverno" di Debra Granik
Sconosciuta al pubblico italiano, Debra Granik prima di questo piccolo potente film aveva girato un corto trionfatore al Sundance (Snake Feed, 1997) e un'acclamata pellicola indipendente con Vera Farmiga (Down to the Bone, 2004, vincitore del gran premio della giuria sempre al Sundance). Un gelido inverno è un intenso racconto agli antipodi dell’American Dream che narra della diciassettenne Ree (la sorprendente Jennifer Lawrence), costretta ad occuparsi dei due fratellini e della madre catatonica sullo sfondo di un Missouri sperduto e ostile. Il padre è assente. E quando scomparirà senza lasciare tracce, la ragazza dovrà impegnarsi in un’affannosa e pericolosa ricerca per evitare di perdere persino la casa ipotecata.
Struggente dramma sceneggiato in maniera impeccabile dalla stessa Granik insieme ad Anne Rosellini adattando l’omonimo romanzo di Daniel Woodrell, Un gelido inverno mette in scena con grande forza drammaturgica un’America profonda, violenta, disperata e affamata. Con un’unica via d’uscita: ricominciare dalla famiglia.
Dopo aver vinto il premio della giuria per il miglior film al Sundance qualche mese prima, l'opera della quarantacinquenne cineasta nordamericana ha trionfato meritatamente al Torino Film Festival, portandosi a casa anche il premio per la miglior interpretazione femminile della Lawrence (ex-aequo con Erica Rivas per Por Tu Colpa). Poche settimane fa ha ottenuto, a sorpresa, la candidatura a ben quattro premi Oscar (miglior film, sceneggiatura non originale, attrice protagonista per la Lawrence e attore non protagonista per John Hawkes). Insieme a Frozen River di Courtney Hunt (2008), una delle più belle sorprese del cinema indipendente americano degli ultimi anni: da vedere assolutamente.
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