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sabato 30 novembre 2013

Festival di Torino 2013: il miglior film è "Club Sándwich" (che ha ottenuto anche il Mouse d'oro della critica online); Pif vince il premio del pubblico con il suo "La mafia uccide solo d'estate"


A un'ora dalla cerimonia di premiazione ufficiale, sono stati da poco annunciati i vincitori della trentunesima edizione del Festival di Torino. Questo l'elenco dei principali riconoscimenti assegnati tra i film in concorso:

Miglior film: Club Sándwich di Fernando Eimbcke (Messico)
Premio speciale della giuria: 2 automnes 3 hivers di Sébastien Betbeder (Francia)
Premio per la migliore interpretazione maschile: Gabriel Arcand per Le démantèlement di Sébastien Pilote (Canada)
Premio per la migliore interpretazione femminile: Samantha Castillo per Pelo malo di Mariana Róndon (Venezuela)
Premio per la miglior sceneggiatura: Mariana Róndon per Pelo malo di Mariana Róndon (Venezuela)
Premio del pubblico: La mafia uccide solo d'estate di Pif (Italia)

giovedì 12 settembre 2013

"12 Years a Slave" di Steve McQueen e la mancata presenza al Festival di Venezia: guarda il trailer sottotitolato in italiano


Insieme a Gravity di Alfonso Cuarón (leggi la mia recensione), sarebbe dovuto essere il film più importante in prima mondiale al Festival di Venezia, ma alla fine il direttore Alberto Barbera ha dovuto a malincuore rinunciarvi: 12 Years a Slave di Steve McQueen (Hunger, 2008; Shame, 2011), dopo la presentazione del 30 agosto al Telluride Film Festival, è stato infatti presentato al Festival di Toronto una settimana fa.
Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter in un articolo di lunedì, McQueen ha dichiarato che la mancata presenza di 12 Years a Slave a Venezia sarebbe legata esclusivamente a una scelta strategica della produzione, che per un film sulla schiavitù ambientato negli Stati Uniti ha preferito optare per un'anteprima nordamericana. Alberto Barbera ha inoltre smentito fermamente le voci, alimentate da dichiarazioni a lui stesso attribuite nei giorni scorsi da alcune testate europee, secondo le quali sulla scelta della produzione di 12 Years a Slave avrebbe pesato l'indisponibilità del distributore italiano a coprire i costi dell'ampia delegazione del film.

martedì 1 novembre 2011

"Moneyball" di Bennett Miller: il trailer originale


Pur non avendo riscosso un gran successo al botteghino (67 milioni in 38 giorni di programmazione), il secondo film del regista Bennett Miller è stato accolto molto positivamente dalla critica d'Oltremanica e, ad ogni modo, considerato il suo budget non elevato per gli standard hollywoodiani (50 milioni di dollari) non farà fatica a risultare un buon investimento per la Sony/Columbia. Del cast fanno parte Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman (vincitore dell'Oscar per l'esordio di Miller, Truman Capote - A sangue freddo) e Robin Wright. Qui da noi il film uscirà a gennaio con il ben poco affascinante titolo L'arte di vincere, ma il prossimo 25 novembre aprirà la 29a edizione del Torino Film Festival. Qui sotto vi posto il trailer originale, più lungo di un minuto rispetto a quello disponibile in italiano e, in generale, più interessante.




venerdì 3 giugno 2011

"Four Lions" di Christopher Morris


È possibile, o meglio auspicabile, ironizzare sull’idiozia di un gruppo di inadeguati kamikaze mussulmani che tentano di fare un attentato a Londra? Il registro comico sembra essere l’unica via davvero percorribile per affrontare argomenti così tragici come il terrorismo islamico. Christopher Morris parte da questo assunto per il suo Four Lions, presentato con successo negli scorsi mesi in diversi festival in giro per il mondo (tra i quali il Sundance, Toronto, Torino e Los Angeles) e da oggi nei cinema italiani.
L’esordio dietro la macchina da presa del regista britannico è una esilarante commedia nera che racconta le alquanto bizzarre e tragicomiche vicende di Omar, Waj, Barry e Faisal (i “leoni” a cui fa riferimento il titolo), quattro imbranati e improbabili islamici londinesi che provano, nei modi più strambi e fracassoni, a pianificare la loro personale jihad contro il consumismo dilagante in un mondo occidentale corrotto e privo di valori. Se i protagonisti aspiranti terroristi fanno la figura degli idioti, ad ogni modo, i reparti speciali che gli danno la caccia di certo non si distinguono per le loro superiori doti strategiche e intellettuali (si veda a tal proposito il comico misunderstanding della maratona finale).

lunedì 28 marzo 2011

"The Ward - Il reparto" di John Carpenter



Buttando giù qualche riga su questo film che ho visto a fine novembre a Torino e proponendovi il trailer italiano, poco meno di un mese fa vi avevo promesso che avrei scritto qualcos'altro sull'ultima opera di Carpenter in occasione della sua uscita nei cinema italiani. Dopo la seconda visione, il mio giudizio sul film non è cambiato: The Ward - Il reparto è un ottimo b-movie che segue con perseveranza (e classe) i più tradizionali codici del genere horror. 

La storia, come da copione,  è essenziale e certo non delle più originali. Nel 1966 una ragazza (Amber Heard), dopo essere stata trovata dalla polizia nei pressi di una casa cui ha dato fuoco, viene portata in un reparto isolato e per sole donne di un ospedale psichiatrico. All’interno della sinistra struttura, una presenza misteriosa comincia ad uccidere una dopo l’altra tutte le ragazze ospiti del reparto. Fino al bel colpo di scena finale, che fa letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

martedì 15 marzo 2011

"Il giardino di limoni" di Eran Riklis


Confine tra Cisgiordania e Israele ai giorni nostri. Salma Zidane è una donna palestinese che da anni vive grazie al suo bellissimo e prolifico giardino di limoni. Un giorno apprende di avere un nuovo inaspettato vicino di casa: al di là del confine, a pochi metri dalla dimora in cui abita la sua famiglia da decenni, si stabilisce il neo-Ministro della Difesa israeliano Navon con l'affascinante moglie Mira, al cui seguito si mobilita un gran numero di soldati dell'esercito e di guardie del corpo. Ben presto il giardino dei limoni verrà visto dall'entourage del ministro come una potenziale minaccia, e si converrà di optare per l'abbattimento in cambio di una misera ricompensa a carico dello stato israeliano. Oltre ad essere la sua unica fonte di sostentamento, però, il giardino rappresenta per Salma un incalcolabile patrimonio affettivo: rimasta sola in seguito alla morte del marito e alla crescita dei tre figli, il giardino è infatti tutta la sua vita. Aiutata da un giovane ambizioso avvocato, decide così di ricorrere in tribunale nella speranza di evitarne l’abbattimento. Da qui parte Il giardino di limoni (Etz Limon) di Eran Riklis, presentato in molti festival europei nel 2008, tra cui quello di Torino, e vincitore del premio del pubblico al festival di Berlino.

domenica 6 marzo 2011

Qualche considerazione su "The Ward" di John Carpenter: il trailer italiano


Presentato lo scorso ottobre a Torino, nel contesto di un festival che si è rivelato contro ogni pronostico davvero di ottimo livello e con almeno una quindicina di titoli di grande qualità, nel prossimo mese di aprile arriverà nei cinema italiani l'ultima opera del maestro dell'horror John Carpenter. 
Storia di un gruppo di ragazze con disturbi mentali ricoverate in un sinistro ospedale psichiatrico, The Ward - Il reparto è un buon film che inchioda lo spettatore alla poltrona per un'ora e mezza, sfruttando con indubbia abilità i più semplici ma al contempo efficaci trucchi della messa in scena del genere di riferimento per creare un'atmosfera di tensione costante. Fino al colpo di scena finale. 

lunedì 14 febbraio 2011

"Un gelido inverno" di Debra Granik


Sconosciuta al pubblico italiano, Debra Granik prima di questo piccolo potente film aveva girato un corto trionfatore al Sundance (Snake Feed, 1997) e un'acclamata pellicola indipendente con Vera Farmiga (Down to the Bone, 2004, vincitore del gran premio della giuria sempre al Sundance). Un gelido inverno è un intenso racconto agli antipodi dell’American Dream che narra della diciassettenne Ree (la sorprendente Jennifer Lawrence), costretta ad occuparsi dei due fratellini e della madre catatonica sullo sfondo di un Missouri sperduto e ostile. Il padre è assente. E quando scomparirà senza lasciare tracce, la ragazza dovrà impegnarsi in un’affannosa e pericolosa ricerca per evitare di perdere persino la casa ipotecata.
Struggente dramma sceneggiato in maniera impeccabile dalla stessa Granik insieme ad Anne Rosellini adattando l’omonimo romanzo di Daniel Woodrell, Un gelido inverno mette in scena con grande forza drammaturgica un’America profonda, violenta, disperata e affamata. Con un’unica via d’uscita: ricominciare dalla famiglia.
Dopo aver vinto il premio della giuria per il miglior film al Sundance qualche mese prima, l'opera della quarantacinquenne cineasta nordamericana ha trionfato meritatamente al Torino Film Festival, portandosi a casa anche il premio per la miglior interpretazione femminile della Lawrence (ex-aequo con Erica Rivas per Por Tu Colpa). Poche settimane fa ha ottenuto, a sorpresa, la candidatura a ben quattro premi Oscar (miglior film, sceneggiatura non originale, attrice protagonista per la Lawrence e attore non protagonista per John Hawkes). Insieme a Frozen River di Courtney Hunt (2008), una delle più belle sorprese del cinema indipendente americano degli ultimi anni: da vedere assolutamente.