Dopo avervi postato le mie riflessioni su Blood Story, vi propongo ora la mia recensione del film originale, cui facevo implicito riferimento analizzando la pellicola di Reeves e di cui scrissi all’epoca della visione all’anteprima stampa romana del dicembre 2008.
Presentato alla 26a edizione del Torino Film Festival e accolto entusiasticamente da gran parte della critica internazionale, Lasciami entrare di Tomas Alfredson è una sorta di horror sentimentale che in realtà sfugge alla rigidità di una qualsiasi etichetta. Precipuo punto di forza della pellicola in questione è, infatti, quello di cambiare direzione almeno tre volte nel corso del suo sviluppo: inizialmente, nei primissimi minuti, può legittimamente sembrare un serial killer movie, in un secondo momento si presenta come un vampire movie, per poi finalmente rivelarsi, dopo mezz'ora circa, per ciò che effettivamente è: un'atipica storia d'amore tra un dodicenne e una bambina vampira.

