A poco più di due anni di distanza dalla versione scandinava di Niels Arden Oplev (Uomini che odiano le donne), arriva nei cinema italiani il nuovo adattamento cinematografico firmato da David Fincher del primo capitolo della fortunata saga letteraria di Stieg Larsson. Tre settimane fa vi avevo già scritto che sulla carta le atmosfere delle pagine dello scrittore svedese, scomparso anzitempo nel novembre del 2004, si adattavano perfettamente allo stile e alla poetica del regista di Seven, Fight Club, Zodiac e The Social Network (questi a mio avviso i suoi titoli più riusciti). Dopo la visione di Millennium - Uomini che odiano le donne, tutto ciò mi è risultato evidente nei fatti (o, per meglio dire, nelle immagini). L’unico handicap per lo spettatore europeo (che a differenza di quello americano conosce bene l’originale del 2009) è la vicinanza cronologica tra i due film. Va da sé che l’opera di Fincher non può far certo leva sui colpi di scena di cui si alimenta la storia con protagonisti il giornalista Mikael Blomkvist e l’hacker Lisbeth Salander, né tanto meno sulla suspense legata al procedere della loro appassionante attività investigativa. Il che naturalmente non è un problema di poco conto.
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giovedì 9 febbraio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
"La talpa" di Thomas Alfredson
Presentato in concorso all’ultima edizione del festival di Venezia, La talpa venne accolto molto positivamente dalla critica e, da quel che si disse, fu fino all’ultimo in lizza per uno dei premi più importanti, per poi però rimanere a sorpresa all’asciutto. Il film segna il ritorno dietro la macchina da presa del talentuoso Tomas Alfredson a tre anni di distanza dal piccolo cult svedese Lasciami entrare (2008), di cui è stato immediatamente realizzato un (ottimo) remake statunitense uscito nelle nostre sale lo scorso 30 settembre (Blood Story di Matt Reeves).
venerdì 21 ottobre 2011
"Lasciami entrare" di Thomas Alfredson
Dopo avervi postato le mie riflessioni su Blood Story, vi propongo ora la mia recensione del film originale, cui facevo implicito riferimento analizzando la pellicola di Reeves e di cui scrissi all’epoca della visione all’anteprima stampa romana del dicembre 2008.
Presentato alla 26a edizione del Torino Film Festival e accolto entusiasticamente da gran parte della critica internazionale, Lasciami entrare di Tomas Alfredson è una sorta di horror sentimentale che in realtà sfugge alla rigidità di una qualsiasi etichetta. Precipuo punto di forza della pellicola in questione è, infatti, quello di cambiare direzione almeno tre volte nel corso del suo sviluppo: inizialmente, nei primissimi minuti, può legittimamente sembrare un serial killer movie, in un secondo momento si presenta come un vampire movie, per poi finalmente rivelarsi, dopo mezz'ora circa, per ciò che effettivamente è: un'atipica storia d'amore tra un dodicenne e una bambina vampira.
domenica 2 ottobre 2011
"Blood Story" di Matt Reeves
Presentato nel 2010 al Festival Internazionale del Film di Roma, Blood Story è senz'altro una conferma per il regista Matt Reeves dopo il riuscito Cloverfield (2008). La scelta di dedicarsi al remake di una recentissima opera svedese molto apprezzata in tutto il mondo (Lasciami entrare di Tomas Alfredson, 2008) rappresentava certamente un notevole rischio. Se le premesse per un passo falso c’erano tutte, il quarantaquattrenne newyorchese ne esce invece a testa alta e riesce nell’impresa di confermare molti dei pregi dell’originale (un buon film con diversi difetti, ma con il notevole merito di dare nuova linfa al filone del vampire movie), aggiungendo in più alcuni interessanti tocchi personali sul piano stilistico-visivo e della struttura narrativa.
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