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venerdì 29 gennaio 2016

"The Audition" di Martin Scorsese: guarda il corto da 70 milioni di dollari con Leonardo DiCaprio, Robert De Niro e Brad Pitt (sottotitoli in italiano)


Dopo non essere stato proiettato all'ultimo Festival di Venezia, ufficialmente per problemi di natura tecnica, tre giorni fa è apparso online su Vimeo il cortometraggio The Audition, firmato da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, lo stesso Scorsese e Brad Pitt. Ora, a seguito della cancellazione del video su Vimeo, è possibile guardarlo su Youtube (non saprei dire ancora per quanto, affrettatevi!).
Costato la cifra monstre di 70 milioni di dollari e commissionato da una grande catena di casinò resort delle Filippine, il film è sceneggiato da Terence Winter (autore dello script di The Wolf of Wall Street) e racconta con ironia i malumori tra DiCaprio e De Niro, entrambi convocati da Scorsese a Manila per fare un provino per il ruolo da protagonista del suo nuovo progetto cinematografico.

venerdì 3 agosto 2012

"Silver Linings Playbook" di David O. Russell: il primo trailer in lingua originale

 

Ve ne avevo già accennato in un articolo di un paio di mesi fa in cui vi informavo della presentazione speciale, nel contesto di un party organizzato dalla Weinstein Company durante il festival di Cannes, dei primi minuti di girato di The Master, Django Unchained e, appunto, Silver Linings Playbook.
L'ultimo film di David O. Russell è tratto dall'apprezzato omonimo romanzo di Matthew Quick e racconta la storia di un ex insegnante (Bradley Cooper) che, terminato il periodo di cura in un istituto psichiatrico, cerca di riannodare i fili della propria vita tornando a casa dai genitori (Robert De Niro e Jacki Weaver) e cercando di riallacciare i rapporti con l'ex moglie. Nel frattempo però incontra Tiffany (Jennifer Lawrence), una bizzarra ragazza che probabilmente cambierà la sua vita.

sabato 24 dicembre 2011

Michel Gondry e il "Taxi Driver" casereccio (per augurarvi Buone Feste)


Michel Gondry sembra aver deciso di continuare l'opera di Jerry (Jack Black) e Mike (Mos Def), i due protagonisti dell'inventivo, affascinante e metacinematografico Be Kind Rewind (2008). Il quarantottenne cineasta francese si è infatti di recente anch'egli dedicato alla produzione "maroccata" di un film celebre: qualche giorno fa è apparso su youtube il suo personale rifacimento amatoriale fatto in casa di Taxi Driver (1976), il capolavoro di Martin Scorsese magistralmente interpretato da Robert De Niro che fu Palma d'oro a Cannes.
In poco più di due minuti e mezzo c'è un po' di tutto: tra le altre cose, una sequenza iniziale in macchina con retroproiezioni caserecce fatte con foto tenute a mano, piccole matite colorate al posto di proiettili, la celebre sequenza dello specchio rimessa in scena con tanto di operatore che si vede riflesso in modo riconoscibile e un suggestivo rifacimento, molto particolare, della sequenza finale del massacro. Il tutto con un inedito Gondry nei panni di Travis Bickle.
Proponendovi questa breve chiccha per cinefili amanti dell'estetica "povera" di Michel Gondry (che trovate subito qui sotto), vi auguro Buone Feste e un felice Natale.

giovedì 19 maggio 2011

Malick, il festival di Cannes e "The Tree of Life"


Questa settimana cinematografica è indubbiamente la settimana di The Tree of Life (qui potete leggere la mia recensione), un progetto ambiziosissimo in parte pensato già a partire dagli anni Settanta dello scorso secolo dall'eccentrico Malick. Figlio di un ricco manager di un'azienda petrolifera, il nostro si è laureato in filosofia ad Harvard, ha abbandonato prima del termine un assai prestigioso dottorato ad Oxford causa incomprensioni con il tutor, ha realizzato soli cinque film in trentotto anni, non ama essere fotografato e non rilascia una intervista dal 1973. 
Chi scrive ha avuto la fortuna di partecipare all'eccezione che in tutti questi anni ha confermato la regola della ossessiva riservatezza malickiana: al festival di Roma del 2007 il regista accettò di partecipare ad un incontro con il pubblico, nel quale però si rifiutò di parlare del proprio cinema, concentrandosi sul cinema italiano e in particolare la figura attoriale di Totò, che, se la memoria non mi inganna, affermò essere uno dei più grandi attori comici cinematografici di tutti i tempi.