Dopo dieci intensi giorni passati a Berlino e culminati con il meritato trionfo di Gianfranco Rosi per il suo potente e originale documentario Fuocoammare sull'isola di Lampedusa, è arrivato il momento di stilare un breve resoconto della 66a edizione del Festival di Berlino.
Quest'anno la proposta della storica kermesse tedesca non è stata particolarmente stimolante, specialmente se si prende in considerazione il Concorso. Avendo visto quasi tutti i film in corsa per l'Orso d'oro (tra quelli apprezzati e premiati, ho perso il film-fiume di 8 ore A Lullaby to the Sorrowful Mystery di Lav Diaz, il cinese Crosscurrent di Yang Chao e il polacco United States of Love di Tomasz Wasilewski), posso dire che a parte Fuocoammare di Rosi, La comune di Thomas Vinterberg e 24 Weeks di Anne Zohra Berrached nulla mi ha veramente colpito a fondo.






