Nel 2009 Giuseppe Capotondi debutta dietro la macchina da presa con un film che difficilmente si associerebbe a un esordiente e che sembra letteralmente un corpo estraneo rispetto alle consuete produzioni nazionali di questi ultimi anni.
Sonia (Ksenia Rappoport) e Guido (Filippo Timi), una cameriera e un ex poliziotto che ora fa il guardiano in una grossa villa, si conoscono in una malinconica serata ad uno speed date (gli appuntamenti organizzati in cui si fa conoscenza con altre persone girando di tavolo in tavolo). Tra loro c’è da subito attrazione e così decidono di continuare a vedersi e uscire insieme. Ci guardiamo bene dallo scrivere altro, dal momento che da qui in avanti La doppia ora sarà un colpo di scena continuo: l’opera prima di Capotondi, infatti, è costruita in maniera impeccabile e cambia ritmo in continuazione, sfuggendo a chi guarda con mirabile sistematicità.
Sonia (Ksenia Rappoport) e Guido (Filippo Timi), una cameriera e un ex poliziotto che ora fa il guardiano in una grossa villa, si conoscono in una malinconica serata ad uno speed date (gli appuntamenti organizzati in cui si fa conoscenza con altre persone girando di tavolo in tavolo). Tra loro c’è da subito attrazione e così decidono di continuare a vedersi e uscire insieme. Ci guardiamo bene dallo scrivere altro, dal momento che da qui in avanti La doppia ora sarà un colpo di scena continuo: l’opera prima di Capotondi, infatti, è costruita in maniera impeccabile e cambia ritmo in continuazione, sfuggendo a chi guarda con mirabile sistematicità.






