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mercoledì 9 marzo 2016

Dai cortometraggi a "Ubriaco d'amore": la prima parte della carriera di Paul Thomas Anderson analizzata in tre saggi video molto interessanti. Guardali qui sotto!


Si tratta con ogni probabilità del cineasta più eclettico attualmente in attività nel panorama mondiale e da tempo sono convinto che negli anni a venire verrà considerato come uno dei pochi grandi maestri della nostra epoca. Chi segue questo blog, attivo ormai da quasi sei anni, d'altronde sa già della mia passione smisurata per il suo cinema: Paul Thomas Anderson, su cui cerco di informarvi non appena appaiono in giro per il web novità che lo riguardano, è infatti forse l'unico regista contemporaneo a non essersi finora mai ripetuto, spaziando con maestria da un genere all'altro e in alcuni passaggi rinnovando anche in maniera sostanziale la propria poetica.

giovedì 18 settembre 2014

"Lei" di Spike Jonze e l’umanesimo ai tempi dell’intelligenza artificiale


Alle origini di Lei: I’m Here e Mourir auprès de toi

L’idea alla base di Lei deve essere maturata in Spike Jonze nel corso degli ultimi anni, come naturale conseguenza del percorso recentemente intrapreso con la realizzazione di due cortometraggi poco noti, assai diversi tra loro per minutaggio, stile e ambizione, ma connessi sul piano tematico: I’m Here (2010) e Mourir auprès de toi (2011), quest’ultimo diretto con Simon Cahn, regista francese perlopiù di video pubblicitari e musicali.
I’m Here è ambientato a Los Angeles in un futuro prossimo che ha tutte le caratteristiche del nostro tempo, a eccezione del fatto che esseri umani e robot condividono lo stesso spazio metropolitano.

lunedì 3 febbraio 2014

Se ne è andato Philip Seymour Hoffman


Se ne è andato ieri uno dei più grandi attori che il cinema mondiale abbia offerto negli ultimi venti anni: Philip Seymour Hoffman. Lanciato nella seconda metà degli anni Novanta dall'amico di lunga data Paul Thomas Anderson con dei piccoli ruoli in Sidney e Boogie Nights (la collaborazione con il cineasta losangelino è poi continuata con Magnolia, Ubriaco d'amore e The Master) e affermatosi come un grande attore agli occhi di tutto il mondo solo dopo la magistrale e trasformistica interpretazione dello scrittore Capote in Truman Capote - A sangue freddo (che gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista), l'attore quarantaseienne è deceduto ieri a causa di una overdose di eroina.

mercoledì 26 giugno 2013

Paul Thomas Anderson compie oggi 43 anni


Mentre è nel pieno delle riprese del suo ultimo lavoro tratto dal romanzo di Thomas Pynchon, quell'Inherent Vice su cui cerco di tenervi il più aggiornati possibile, compie oggi 43 anni il più talentuoso dei registi nordamericani affermatisi a partire dagli anni Novanta del secolo scorso: Paul Thomas Anderson
Come potete facilmente immaginare, considerato anche il titolo di questo blog, credo che il cineasta losangelino originario della San Fernando Valley  che ha già alle spalle 5 opere straordinarie come Boogie Nights, Magnolia, Ubriaco d'amore, Il petroliere e The Master  sia uno dei più importanti registi al mondo attualmente in attività.

sabato 11 maggio 2013

Anche Owen Wilson in trattativa per recitare in "Inherent Vice" di Paul Thomas Anderson


Dopo i rumours su Benicio Del Toro, la rivista di cinema online The Wrap ha scritto che anche Owen Wilson sarebbe molto vicino a firmare per entrare a far parte del cast di Inherent Vice. A quanto si apprende leggendo il blog Cigarettes and Red Vines, inoltre, una fonte anonima molto vicina alla produzione del nuovo film di Paul Thomas Anderson avrebbe svelato che Wilson interpreterà Coy Harlingen, un sassofonista surf che si pensa essere morto causa overdose di eroina ma che invece gioca un ruolo importante all'interno del romanzo di Thomas Pynchon.

mercoledì 7 marzo 2012

"The Master" di Paul Thomas Anderson forse nelle sale a ottobre


Ho cercato di tenervi sempre il più possibile informati sull'attesissimo The Master (o qualunque altro sarà il titolo definitivo) di Paul Thomas Anderson, dalla complicata gestazione del progetto alla fase di riprese fino al montaggio e alla post-produzione. Ora, dopo parecchio tempo che non si avevano più novità a riguardo, qualche giorno fa il compositore, chitarrista e tastierista Johnny Greenwood ha dichiarato in un'intervista rilasciata al The Guardian di stare lavorando, tra una pausa e l'altra del tour statunitense che lo vede protagonista con i suoi Radiohead, alla colonna sonora del nuovo film del grande cineasta losangelino. 
È invece di ieri la notizia che probabilmente The Master uscirà a ottobre nelle sale nordamericane, almeno stando alle parole che la produttrice Megan Ellison ha postato sul canale twitter del blog di riferimento per gli amanti di Paul Thomas Anderson, il più volte da me citato Cigarettes and Red Vines.

giovedì 29 dicembre 2011

"Beginners" di Mike Mills: la recensione


Di Beginners avevo già scritto qualche riga lo scorso giugno, proponendovi il bellissimo trailer originale, di per sé già un gioiellino. Presentata con successo di critica al festival di Toronto del 2010 e uscita sei mesi fa nei cinema statunitensi, questa bizzarra commedia malinconica, ironica e romantica inizialmente sarebbe dovuta essere distribuita nei nostri cinema a partire dal 9 dicembre. Sfortunatamente, invece, è stato in seguito deciso di renderla disponibile qualche giorno prima (il 6 dicembre) ma direttamente sul mercato home video, senza farla passare prima per il tradizionale circuito delle sale. Davvero un peccato, visto che siamo senza ombra di dubbio di fronte ad uno dei migliori film dell’anno, entrato con pieno merito nella top ten di molti accorti critici statunitensi.

sabato 10 dicembre 2011

Sui primi 30 minuti di "The Master" e altre notizie riguardanti Paul Thomas Anderson


Complici una serie di promozioni di film in uscita cui hanno partecipato alcuni personaggi per diversi motivi vicini a Paul Thomas Anderson, negli ultimi tempi qualche giornalista d'Oltreoceano è riuscito ad avere novità attendibili sulla realizzazione di The Master e persino sul prossimo probabile film del regista nordamericano, quell'Inherent Vice tratto dall'omonimo libro di Thomas Pynchon di cui vi avevo parlato in un precedente articolo.
Emily Watson, intervistata durante la promozione di War Horse, l'ultimo film di Steven Spielberg (a quanto pare in pole position per la prossima notte degli Oscar), ha parlato della sua straordinaria esperienza sul set di Ubriaco d'amore, rilevando inoltre di aver visto in anteprima la prima mezz'ora di The Master e di aspettarsi, in base ai 30 minuti cui ha assistito, un film "incredibile". Questo ci conferma definitivamente che Anderson è tuttora in sala montaggio a lavorare sulla post-produzione del suo attesissimo film e che sta procedendo lentamente ma con profitto.

giovedì 4 agosto 2011

"Funny People" di Judd Apatow


Che il terzo lungometraggio di Judd Apatow (40 anni vergine, Molto incinta) fosse particolarmente ambizioso, si intuiva già dalla durata e dal cast coinvolto: non capita tutti i giorni, infatti, di vedere un film – sulla carta una commedia  – di 145 minuti e che riunisce attori comici come Adam Sandler, Seth Rogen e Jonah Hill con interpreti perlopiù drammatici come Eric Bana o legati a doppio filo al movimento indie come Jason Schwartzman.
George Simmons (Adam Sandler) è un comico molto celebre che si ritrova all’improvviso a fare i conti con il proprio grave stato di salute. Questa sua condizione lo porterà a riconsiderare la propria vita e, di conseguenza, i rapporti con le persone che hanno avuto un ruolo importante nel suo percorso di crescita. Cercherà quindi di riparare a quelli che considera gli errori commessi in passato e, nel frattempo, incontrerà dei giovani ragazzi aspiranti comici, stringendo amicizia in particolare con il talentuoso Ira (Seth Rogen).

venerdì 13 maggio 2011

"Four Lions" di Chris Morris; "Parked" di Darragh Byrne; "Jack Goes Boating" di Philip Seymour Hoffman; "The Bang Bang Club" di Steven Silver

Ho ritrovato quattro mie brevissime recensioni di alcune delle pellicole più interessanti che ho avuto modo di vedere all’ultimo festival di Torino (26 novembre-4 dicembre 2010). Le avevo scritte così sintetiche perché l’idea iniziale era di proporvi mini-recensioni di tutti i film da me visti durante la rassegna piemontese. Poi, però, non ho più scritto su tutti i film che ho visto ed è andata a finire che alcune delle brevissime recensioni  le ho postate, in alcuni casi ampliandole un po’, in seguito all'uscita dei film nei cinema italiani (vedi Hereafter, Un gelido inverno, Burlesque). Qui sotto potete leggere le piccole recensioni di Four Lions di Chris Morris, Parked di Darragh Byrne, Jack Goes Boating di Philip Seymour Hoffman e The Bang Bang Club di Steven Silver, tutti ancora inediti in Italia. Il primo dei quattro, i cui diritti italiani sono stati acquistati dalla Videa-CDE, uscirà da noi il prossimo 6 giugno.

domenica 26 dicembre 2010

Due parole sulla scena finale di Magnolia per augurarvi buone feste


Jim e Claudia, due dei numerosi personaggi che abitano il mondo di Magnolia, si sono trovati da poco. Lei ha un passato travagliato che le condiziona pesantemente il presente. Lui è un poliziotto sensibile, introspettivo e con un matrimonio alle spalle che non ha funzionato. Si incontrano per caso. 
La paura di mettersi in gioco innamorandosi porta Claudia a scappare dal ristorante in cui si sono dati il loro primo appuntamento. La frase che dice a Jim prima di andarsene è particolarmente significativa ed è ripresa dal verso di apertura della canzone di Aimee Mann Deathly: "Ora che ci siamo incontrati, hai nulla in contrario se non ci vediamo mai più?". Alla fine del film Jim deciderà di andare a parlare con Claudia. E questo è il modo poetico con cui Paul Thomas Anderson conclude la traiettoria narrativa dei due e al contempo il film tutto.


Forse per Claudia e Jim comincerà una nuova vita. Ed è proprio da qui, dalle possibilità redentrici dell'amore, che Anderson partirà per il suo successivo film Ubriaco d'amore, una delle love story cinematografiche più inventive ed anticonvenzionali degli ultimi due decenni
Da notare, in questi due straordinari minuti che chiudono Magnoliail fondamentale uso della colonna sonora, così importante per il regista tanto da arrivare a sovrastare le parole di Jim, udibili con difficoltà e solo in alcuni momenti (nel video di Youtube qui sopra avete a disposizione i sottotitoli). 
Lo stile minimalista adottato da Anderson, con la macchina da presa che si avvicina lentamente al volto di Claudia, dà ulteriore forza alla canzone Save Me di Aimee Mann, i cui versi rappresentano con evidenza lo stato soggettivo del personaggio femminile inquadrato. Non a caso, Jim si vede solo di spalle: il fulcro della scena è l'evoluzione finale di Claudia.
Uno dei tanti momenti indimenticabili di Magnolia, una lezione di regia e di costruzione drammaturgica.

Buone feste ai lettori fedeli e occasionali di Cinemagnolie


sabato 26 giugno 2010

Buon Compleanno, Paul!


Oggi compie 40 anni Paul Thomas Anderson, il più talentuoso e ambizioso regista che il cinema mondiale abbia offerto a partire dagli anni Novanta dello scorso secolo. Autore di alcune delle sequenze cinematograficamente più significative dell'ultimo decennio, Paul Thomas Anderson è cineasta raffinatissimo. Anche se dopo Il petroliere l'atteggiamento dei critici nei suoi confronti sembra sia cambiato piuttosto sensibilmente, l'impressione di fondo è che il regista statunitense sia tuttora parzialmente sottovalutato, soprattutto da certa critica italiana non ancora in grado di coglierne appieno la grandezza. A soli 40 anni è autore di almeno due capolavori (Magnolia e Il petroliere, appunto) e di due film straordinari (Boogie Nights e Ubriaco d'amore). Raramente nella storia del cinema si sono visti autori così giovani dirigere opere che prepotentemente ostentano una tale maturità: girare un film come Magnolia a 29 anni non è proprio uno scherzo. Anzi, è roba da fuoriclasse, da registi con una marcia in più.
Troppo frettolosamente etichettato da diversi critici come ambizioso e magniloquente fino all'eccesso, il nostro è, in particolar modo negli Stati Uniti, giustamente adorato dalla critica ma soprattutto dai colleghi e dagli addetti ai lavori: Stanley Kubrick lo volle conoscere di persona dopo essere stato ammaliato dall'esuberanza stilistico-narrativa di Boogie NightsWoody Allen fu colpito grandemente da Magnolia; Francis Ford Coppola considera Ubriaco d'amore uno dei film più innovativi degli ultimi anni (nel corso di una sua bella intervista rilasciata lo scorso anno a LA Weekly, lo ha definito senza troppi giri di parole “fresh”, “unique”, “a work of art”); Quentin Tarantino ha da poco pubblicamente esternato che lo considera il più grande “film-maker artist” in circolazione nel panorama nordamericano. A tal proposito ci sembra interessante far presente che proprio Tarantino, notoriamente conosciuto per la grandezza smisurata del suo ego, ha affermato di essere stato spinto dal collega ad alzare la posta in gioco in Bastardi senza gloria: “Se un paio di anni fa non fosse uscito Il petroliere, difficilmente avrei girato il mio nuovo film. Nessuno mi spinge a fare meglio, a migliorarmi, più del mio amico Paul”.

Ci sarebbe davvero molto da scrivere su questo cineasta straordinario e sul ruolo da lui svolto nella cinematografia statunitense contemporanea. Per ora, ci limitiamo a rimandarvi alle recensioni di Ubriaco d'amore e Il petroliere già presenti nel blog e a proporvi la nostra recensione (che trovate qui) di uno dei più importanti film degli ultimi 15 anni: Magnolia.

martedì 13 aprile 2010

Ubriaco d'amore: se l'amore si fa inarrestabile forza redentrice



Molta critica, dopo Boogie Nights e Magnolia, lo aveva apostrofato come un regista di talento ma eccessivamente incline alla pomposità e alla magniloquenza, incapace di muoversi lungo le coordinate di una storia semplice che non esibisse incroci di molteplici linee narrative, pur mirabilmente intrecciate. C'era già chi etichettava (dopo appena tre film!) l'allora trentaduenne Paul Thomas Anderson come un emulo di Robert Altman, la cui poetica sarebbe stata inevitabilmente incentrata sulla rappresentazione di un ricco caleidoscopio di vicende umane. Pur non rinnegando affatto uno dei suoi maestri e delle proprie maggiori influenze cinematografiche (nel 2003, già regista affermato, il nostro ha fatto in Radio America l'aiuto di un Altman in precarie condizioni di salute), la risposta del cineasta californiano non tarda ad arrivare.